Salta al contenuto principale

Perché un sistema di controllo qualità nella revisione legale?

Per vedere alcuni contenuti devi essere un utente registrato.

La registrazione è gratuita e non richiede informazioni di profilazione.

Registrati ora.

Perché un sistema di controllo qualità nella revisione legale?

Negli ultimi anni la revisione legale è stata interessata da novità sia normative sia nei principi professionali di riferimento. Sono innovazioni che necessariamente portano e porteranno il revisore legale a modificare l’approccio alla professione e il metodo di lavoro da applicare quotidianamente.

Le novità di cui si parla trovano origine nella crisi economica che ha attanagliato i paesi dell’Unione Europea a partire dal 2008. La necessità di individuare strumenti per prevenire nuove crisi ha spinto il Legislatore europeo a sottolineare l’importanza della revisione legale che deve essere svolta in Qualità. In quest’ottica, una revisione dei bilanci effettuata con elevati standard qualitativi, migliorando l’integrità e l’efficienza dei bilanci stessi, dovrebbe contribuire al regolare funzionamento dei mercati. Si colloca in questo contesto anche la previsione dell’estensione dei casi in cui sarà obbligatoria la nomina dell’organo di controllo o del revisore nelle società a responsabilità limitata (legge delega per la riforma della crisi di impresa, L. 155/2017).

Le novità normative trovano quindi fonte nella legislazione Europea: tra queste la previsione di sottoporre a un “controllo esterno” il revisore legale, art. 20 d.lgs. 39/2010, che a sua volta è chiamato ad adottare un metodo di lavoro che sia conforme ai Principi di Revisione Internazionali sul controllo di qualità ISA Italia 220 e ISQC Italia 1.

Perché conformarsi a questi principi? Non solo perché lo richiede la normativa di riferimento: si rischierebbe di perdere di vista l’obiettivo vero e proprio che deve essere perseguito, ossia, quello di creare un sistema che possa garantire la continuità e la regolarità dell’attività del revisore. In altri termini, il professionista revisore deve preoccuparsi di valutare, oltre che la continuità aziendale delle Società clienti, anche e soprattutto, la propria continuità “aziendale”.

Questo richiede un’attenta valutazione dei rischi che caratterizzano la professione e i singoli incarichi che consapevolmente si è deciso di accettare e mantenere. In una professione dove responsabilità, rischi e vantaggi devono essere adeguatamente calibrati non basta il saper fare bene ma è fondamentale poter dimostrare di avere agito nel miglior modo possibile, in conformità ai nuovi principi di revisione, sulla base del proprio giudizio professionale.

In questo contesto fare proprie le regole e le linee guida contenute nei principi ISA Italia 220 e ISQC Italia 1 costituisce il doveroso punto di partenza per calarsi nel futuro della professione.

Di questo parlerò al primo dei quattro incontri di ACEF dedicati ai professionisti che vogliano prepararsi al meglio ai prossimi giorni di fuoco degli adempimenti 2018.

Per saperne di più: http://masteracef.economiaefinanza.org/incontriacef

 

© 1996-2018 Barbieri & Associati Dottori Commercialisti Bologna Italy, c.f. e p.i. 04030700373. Riproduzione vietata, tutti i diritti riservati.